Baglioni nel mondo: Pietro Mezzanotte racconta la guida di Morganton Pressure Vessels
Baglioni nel mondo: Pietro Mezzanotte racconta la guida di Morganton Pressure Vessels
Operare su scala internazionale significa confrontarsi ogni giorno con mercati, persone e modelli organizzativi differenti. È una sfida che richiede competenze tecniche, capacità di adattamento e una forte apertura verso nuove prospettive.
Pietro Mezzanotte, Vice President di Morganton Pressure Vessels (MPV), vive questa realtà da quattro anni.
Dopo una lunga esperienza nella metalmeccanica pesante, ha scelto di trasferirsi negli Stati Uniti insieme alla sua famiglia per guidare lo stabilimento del Gruppo Baglioni in North Carolina, specializzato nella produzione di recipienti in pressione (pressure vessels) per il mercato nordamericano.
Un percorso che gli ha permesso di osservare da vicino le differenze tra due culture industriali e di maturare una visione ancora più ampia del business manifatturiero.
Una scelta professionale e personale
L’opportunità di assumere la guida di MPV è arrivata in un momento importante del suo percorso professionale.
«Con la mia famiglia ci sentivamo pronti per un’esperienza all’estero. Quando si è prospettata questa opportunità, è stato facile decidere di coglierla perché arrivava al momento giusto e con l’azienda giusta», spiega Pietro.
Una decisione che ha comportato un cambiamento significativo non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche personale, aprendo la strada a una nuova fase di crescita e confronto.
L’impatto con il contesto americano
Pur avendo già frequentato gli Stati Uniti per lavoro e collaborato con numerosi clienti americani, assumere la responsabilità di uno stabilimento produttivo nel Paese si è rivelato molto diverso dall’osservarlo dall’esterno.
«Avevo viaggiato spesso negli Stati Uniti e collaborato con molti clienti d’oltreoceano, ma vivere e gestire dall’interno una realtà americana è stato qualcosa di diverso. All’inizio c’era curiosità e attenzione a cogliere i dettagli; con il tempo, i rapporti professionali e umani sono diventati sempre più naturali».
Tra gli aspetti che più hanno evidenziato le differenze rispetto al contesto italiano emerge la gestione della forza lavoro.
«In Italia siamo abituati a una fidelizzazione quasi estrema dei dipendenti. Negli Stati Uniti, invece, il turnover è all’ordine del giorno ed è parte integrante della cultura americana».
Due approcci organizzativi differenti
Uno degli elementi che più hanno colpito Pietro riguarda il diverso modo di concepire competenze, responsabilità e organizzazione del lavoro.
Nel contesto italiano, il valore delle competenze individuali rappresenta spesso uno degli elementi centrali del sistema produttivo. Negli Stati Uniti prevale invece una logica orientata alla standardizzazione delle attività e alla trasferibilità del sapere all’interno dell’organizzazione.
«Le persone vogliono essere messe nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro nel modo più standardizzato possibile. Il know-how deve essere trasferito nei processi e nei macchinari, limitando al massimo interpretazione e soggettività».
Un ‘impostazione che influenza direttamente la gestione aziendale.
«Il know-how e le competenze devono essere patrimonio aziendale e non individuale. Tutto discende da questo principio fondamentale».
Leadership e collaborazione in un contesto internazionale
L’inserimento in MPV è stato facilitato dalla presenza di un management team abituato da anni a collaborare con la casa madre italiana. Questo ha permesso di costruire rapidamente una sintonia professionale e una visione condivisa degli obiettivi.
L’esperienza americana ha però lasciato anche insegnamenti importanti sul piano manageriale.
«Non si può pensare di svolgere bene un ruolo di questo tipo senza prima aver capito e assorbito, almeno in parte, la cultura del luogo in cui si vive».
Comprendere il contesto in cui si opera significa anche individuare gli strumenti più efficaci per favorire la collaborazione e la partecipazione.
«Ho imparato ad apprezzare ancora di più il valore del coinvolgimento, del co-engineering e della condivisione non solo delle soluzioni, ma anche del percorso decisionale che porta a definirle».
Un approccio che rafforza il dialogo tra funzioni aziendali e contribuisce a costruire relazioni professionali solide e durature.
Il valore di Morganton Pressure Vessels per il mercato nordamericano
Con vent’anni di attività nella produzione di recipienti in pressione, Morganton Pressure Vessels è oggi una realtà consolidata del Gruppo Baglioni e un presidio strategico per il mercato nordamericano dei pressure vessels.
«MPV ha trovato un equilibrio strutturale tra persone di valore, processi consolidati e reputazione sul mercato».
L’obiettivo è continuare a offrire ai clienti un supporto affidabile e tempestivo, mantenendo elevati standard qualitativi e la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.
«Vogliamo rappresentare un punto di riferimento per i nostri clienti in termini di capacità produttiva, flessibilità, velocità di risposta e attenzione ai loro bisogni. L’attività copre la progettazione e la fabbricazione di recipienti e serbatoi in pressione conformi agli standard del mercato nordamericano».
Guardando ai prossimi anni, le opportunità di sviluppo riguardano l’espansione in nuovi mercati, l’ampliamento dell’offerta e una crescente integrazione con attività complementari, sempre con un approccio orientato alla sostenibilità industriale e alla creazione di valore nel lungo periodo.
Un bagaglio che va oltre il lavoro
Ripensando a questi anni negli Stati Uniti, Pietro individua il risultato più importante in una dimensione che supera quella professionale.
«Il vero plus che io e la mia famiglia porteremo con noi in tutte le future avventure è aver avuto il coraggio di uscire dalla nostra zona di comfort».
Le sfide affrontate, i successi raggiunti e le difficoltà superate hanno contribuito ad arricchire non solo il suo percorso manageriale, ma anche quello personale.
«Già solo aver vissuto tutto questo rappresenta un tesoro inestimabile che mi rende un professionista più completo, ma soprattutto una persona migliore», conclude Pietro.
Storie come questa raccontano bene cosa significhi, per il Gruppo Baglioni, essere presenti nel mondo: non solo stabilimenti e numeri, ma persone che scelgono di mettersi in gioco per costruire qualcosa di nuovo, lontano da casa.
Vuoi conoscere più da vicino le persone, le competenze e i progetti che guidano la crescita internazionale del Gruppo Baglioni?
Continua a seguire le nostre storie dal mondo.
