Verifiche periodiche recipienti a pressione | Gruppo Baglioni
Verifiche periodiche recipienti a pressione | Gruppo Baglioni
La sicurezza di un recipiente a pressione non si esaurisce con la progettazione, il collaudo e la consegna. Una volta inserita nell’impianto, l’attrezzatura deve essere utilizzata correttamente, sottoposta a manutenzione e controllata nel tempo per verificare che mantenga condizioni adeguate di conservazione ed efficienza.
Le verifiche periodiche delle attrezzature a pressione fanno parte di questo percorso, ma non devono essere confuse con i normali interventi di controllo e manutenzione eseguiti dall’azienda utilizzatrice. Sono attività disciplinate dalla normativa e affidate a soggetti specificamente individuati.
Chi deve richiederle? Chi può effettuarle? E quale contributo può offrire il costruttore durante il ciclo di vita dell’impianto? Vediamolo nel dettaglio.
Che cosa sono le verifiche periodiche dei recipienti a pressione
Il D.Lgs. 81/2008 prevede che determinate attrezzature di lavoro, comprese quelle appartenenti al gruppo gas, vapore e riscaldamento, siano sottoposte a verifiche periodiche.
L’obiettivo è accertarne l’effettivo stato di conservazione e l’efficienza ai fini della sicurezza.
Le modalità operative sono definite dal D.M. 11 aprile 2011, mentre il D.M. 329/2004 disciplina le procedure di messa in servizio, le verifiche e le modalità di esercizio delle attrezzature e degli insiemi a pressione.
Per i recipienti a pressione, la riqualificazione periodica comprende due tipi principali di accertamento: la verifica di funzionamento e la verifica di integrità.
La prima controlla che le condizioni reali di utilizzo siano coerenti con la dichiarazione di messa in servizio e con le istruzioni del fabbricante, verificando anche la funzionalità degli accessori di sicurezza.
La seconda riguarda invece lo stato strutturale dell’attrezzatura. Può comprendere l’esame visivo esterno e interno, quando accessibile, i controlli spessimetrici e ulteriori indagini rese necessarie da corrosione, erosione, deformazioni o altri segnali di danneggiamento.
Le scadenze non sono uguali per tutti i recipienti. Dipendono dalla tipologia dell’attrezzatura, dal fluido contenuto, dalla classificazione e dalle periodicità previste dalla normativa. Devono inoltre essere considerate eventuali indicazioni più restrittive riportate dal costruttore nel manuale di uso e manutenzione e le prescrizioni emerse durante l’ultima verifica.
Chi esegue le verifiche periodiche dei recipienti a pressione?
La responsabilità di attivare il procedimento spetta al datore di lavoro o utilizzatore dell’attrezzatura. È quindi l’azienda che esercisce il recipiente a doverne comunicare la messa in servizio, richiedere le verifiche nei tempi previsti e conservare la relativa documentazione.
La comunicazione di messa in servizio e le richieste vengono gestite attraverso la piattaforma Civa dell’Inail. Quando previsto, l’utilizzatore deve richiedere anche il controllo di messa in servizio disciplinato dal D.M. 329/2004.
La prima verifica periodica è di competenza dell’Inail, che può eseguirla direttamente oppure avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati.
Le verifiche periodiche successive possono essere effettuate dai soggetti individuati dalla normativa, tra cui ASL/ARPA competenti o soggetti abilitati secondo il D.M. 11 aprile 2011.
L’utilizzatore deve quindi rivolgersi a un organismo autorizzato per il territorio e per la specifica tipologia di attrezzatura.
Il costruttore non sostituisce questi soggetti e non assume la responsabilità legale della richiesta. Può però offrire un contributo tecnico importante, mettendo a disposizione le informazioni necessarie per identificare correttamente l’attrezzatura e ricostruirne le caratteristiche progettuali.
Il ruolo del costruttore nelle verifiche e nella documentazione
Il ruolo del costruttore comincia molto prima della verifica periodica. In fase di progettazione e fabbricazione definisce pressione e temperatura ammissibili, materiali, configurazione, accessori di sicurezza e condizioni di impiego del recipiente.
Queste informazioni confluiscono nella documentazione che accompagna la fornitura:
- dichiarazione di conformità;
- targa identificativa;
- istruzioni per l’uso e la manutenzione;
- documentazione tecnica di progetto e di fabbricazione.
Una documentazione completa facilita la messa in servizio e consente al verificatore di confrontare le condizioni effettive di esercizio con quelle stabilite in origine. Anche le periodicità più restrittive indicate dal fabbricante assumono un valore concreto: il D.M. 329/2004 prevede infatti che vengano rispettate quando risultano inferiori agli intervalli ordinari, soprattutto in presenza di possibili fenomeni di corrosione o deterioramento.
In Baglioni accompagniamo i recipienti destinati al mercato europeo con la documentazione tecnica e le dichiarazioni richieste, così da agevolare le attività amministrative, la gestione dell’attrezzatura e le successive ispezioni.
Oltre la fornitura: il costruttore come partner nel ciclo di vita dell’impianto
La corretta gestione di un recipiente richiede continuità tra progettazione, installazione, utilizzo, manutenzione degli impianti industriali e verifiche. Quando queste fasi vengono considerate separatamente, aumenta il rischio di perdere informazioni importanti o di intervenire senza conoscere pienamente le caratteristiche originarie dell’attrezzatura.
Come solution provider integrato, puntiamo a essere un interlocutore tecnico anche dopo la consegna. Mettiamo a disposizione il nostro know-how per interpretare la documentazione, valutare le condizioni di impiego, gestire esigenze di modifica o sostituzione e supportare il cliente nella programmazione degli interventi lungo il ciclo di vita dell’impianto.
Questo non modifica le responsabilità stabilite dalla legge: le verifiche devono essere richieste dall’utilizzatore ed eseguite dagli enti o dai soggetti abilitati. Permette però di affrontarle con informazioni complete e con il supporto di chi conosce il progetto, i materiali e il processo costruttivo del recipiente.
Essere un partner industriale significa quindi andare oltre la singola fornitura, mettendo competenze progettuali, produttive e documentali al servizio dell’affidabilità dell’impianto nel tempo. È questo l’approccio con cui, in Baglioni, sviluppiamo soluzioni standard e su misura per i diversi mercati internazionali.
Scopri di più sul Gruppo Baglioni e sul nostro approccio come solution provider.
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FAQ
Ogni quanto vanno fatte le verifiche periodiche dei recipienti a pressione?
Le scadenze non sono uguali per tutti i recipienti. Dipendono da tipologia, fluido contenuto e classificazione, secondo le periodicità del D.M. 11 aprile 2011. Vanno rispettate anche le periodicità più restrittive indicate dal costruttore nel manuale, soprattutto in presenza di corrosione o deterioramento.
Chi deve richiedere le verifiche periodiche dei recipienti a pressione?
La responsabilità spetta al datore di lavoro o utilizzatore. È l’azienda che esercisce il recipiente a comunicare la messa in servizio tramite la piattaforma CIVA dell’Inail, richiedere le verifiche nei tempi previsti e conservare la documentazione.
Qual è il ruolo del costruttore nelle verifiche periodiche?
Il costruttore non esegue le verifiche né ne assume la responsabilità legale. Fornisce però la documentazione tecnica, come dichiarazione di conformità, targa, istruzioni e dati di progetto, che consente di identificare l’attrezzatura, ricostruirne le caratteristiche e confrontare le condizioni di esercizio con quelle originarie.
